Il cinema ha spesso mostrato interesse per lo
sport che, con il suo mix di vittorie e sconfitte, cadute e risalite, si è sempre dimostrato capace di fornire spunti narrativi, per la
fiction come per i documentari.
A partire dalle Olimpiadi di Berlino del 1936, dove l’innovativa regia di
Leni Riefenstahl per il documentario
"Olympia" si poneva al servizio del delirante messaggio di Hitler, in cui l’atleta bianco era identificato con il modello ariano (anche se il personaggio più importante del documentario è l'atleta di colore
Jesse Owens), sport e cinema sono sempre andati d’accordo, con modi e obiettivi talvolta anche molto diversi.
Si è parlato di sport dal punto di vista dei grandi campioni, con
biografie che ne hanno raccontato i trionfi sul campo, spesso alternati agli abissi delle loro storie umane (
"Best", dedicato al talento ribelle del
Manchester United devastato dall'alcool), ma anche come indicatore di particolari momenti storici e rivendicazioni sociali, ad esempio per quel che riguarda i protagonisti dell'epico
"Momenti di gloria" ma anche i film e i documentari dedicati a
Muhammad Ali, leggenda del pugilato e paladino delle lotte per i diritti dei neri d'America.
Proprio la box, sport drammatico per eccellenza, ha fornito spunti per capolavori come
"Toro scatenato" di
Martin Scorsese e
"Lassù qualcuno mi ama" di
Robert Wise.
Altri sport di squadra sono stati usati come pretesto per dimostrare che spesso il gruppo è più forte della somma dei singoli: è il caso del baseball nel divertente
"Major league", del football americano per il nostrano
"Lo chiamavano Bulldozer" e del calcio nel capolavoro di
John Huston “Fuga per la vittoria”, cast stellare con un mix tuttora ineguagliato di attori di Hollywood (
Sylvester Stallone,
Michael Caine,
Max Von Sydow) e star del calcio (
Pelè,
Bobby Moore,
Osvaldo Ardiles tra gli altri).
Lo sport raccontato al cinema è però anche quello dei comuni mortali, ora occasione di riscatto, (la sgangherata squadra di proletari in
"My name is Joe" di
Ken Loach), ora cornice per parlare di politica (la pallanuoto in
“Palombella rossa”, opera semi-autobiografica di
Nanni Moretti).