I
film tv racchiudono le produzioni pensate esclusivamente per il piccolo schermo, quindi adattate, sia a livello di scrittura che di soluzioni di regia, al formato televisivo.
In Italia la tradizione di film pensati per la televisione comincia già negli Anni ’60, con i cosiddetti
sceneggiati: in pratica spettacoli di teatro, ispirati a loro volta da classici della letteratura, filmati e trasmessi suddivisi in puntate (
“La Freccia Nera”,
“La Cittadella”, etc.), contribuendo a regalare fama presso il grande pubblico ad attori come
Alberto Lupo e
Arnoldo Foà.
Proprio la divisione in puntate, per consentire di seguirli in più serate (il pubblico televisivo ha una soglia di attenzione più breve rispetto a quello cinematografico) è uno degli elementi caratteristici del genere, che lo accomuna alle
serie tv.
Inoltre, i budget ridotti rispetto alle produzioni cinematografiche, anche quelle italiane, comportano un minor impiego di macchine da prese sul set, con il risultato di un numero minore di inquadrature.
Questo non ha impedito ad alcune produzioni di raggiungere buoni livelli , con successo di critica e pubblico (
“Il Commissario Montalbano” su tutti, ispirato ai romanzi di
Andrea Camilleri), generalmente dovuti a copioni solidi e interpreti prestati a dal cinema e dal teatro, tanto da costituire, sotto il nome di
fiction, uno degli aspetti più felici della recente produzione
Rai, con diversi casi di esportazione all’estero.