Martin Campbell nasce ad Hastings, Nuova Zelanda, il 24 Ottobre 1940. Da giovane si sposta a Londra, dove avvia la sua carriera nel mondo del cinema come cameraman.
Il suo esordio come regista è invece nel 1973, sempre in Gran Bretagna, quando gli viene proposto di dirigere la commedia erotica "
Ladro di Sesso" ("
The Sex Thief"). Pochi anni più tardi sarà il produttore di due lungometraggi inglesi, il controverso "
Scum", e "
Black Joy", selezionato per il Festival di Cannes. Dopo alcuni altri film da lui diretti ma di scarso interesse, Campbell, a partire dal 1980, si dedica essenzialmente alla regia di molti episodi di serial televisivi inglesi: "
The Professionals", la popolare serie della BBC "
Shoestring", "
Reilly: the Ace of Spies" e molti altri. Del 1985 è "
The Egde of Darkness", una miniserie televisiva della durata complessiva di 5 ore che frutta a Campbell la bellezza di sei premi
BAFTA (
British Academy of Film and Television Arts). Il regista, di indiscusso talento, viene considerato come uno dei fautori dell'entertainment televisivo inglese degli anni '80.
Nel 1988 la vita di Martin Campbell però prende una piega diversa: trasferitosi a Hollywood il regista realizza il suo primo lungometraggio di un certo calibro, il thriller "
Legge Criminale" ("
Criminal Law"), con
Gary Oldman e
Kevin Bacon. Il film, non essendo granché, non permette però alla sua carriera di spiccare immediatamente il volo.
Nel 1991 in effetti si ritrova ancora una volta alle prese con un tv-movie, il thriller "
Senza Difesa", con
Barbara Hershey e
Sam Shepard.
Nel 1991 dirige anche "
Omicidi e Incantesimi" ("
Cast a Deadly Spell" reintitolato "
Lovecraft"), altro tv-movie dal genere noir/fantastico ambientato nel 1948: il film, pur non riscuotendo un grande successo, ha il pregio di dare vita al personaggio del detective Harry Phillip Lovecraft (palese omaggio al padre dei
Miti di Chtulhu, lo scrittore
Howard Phillip Lovecraft), che ritornerà anche in "
Witch Hunt - Caccia alle Streghe" di
Paul Schrader.
Nel 1993 viene scelto per dirigere alcuni episodi di un'altra serie televisiva poliziesca, la famosa "
Homicide: Life on the street", telefilm d'azione ambientato a Baltimora.
Nel 1994 però qualcosa cambia:
Martin Campbell ottiene la regia di un film per il grande schermo: "
Fuga da Absolon" ("
Escape from Absolon"), con
Ray Liotta,
Lance Henriksen,
Stuart Wilson. Il film, ambientato in un apocalittico mondo ambientato nel 2022, tratto da un romanzo di
Richard Herley, in un misto tra riferimenti teologici e bassa cultura, tra citazioni cinematografiche quali "
Mad Max" e "
Spartacus", suspense e scene d'azione è molto originale e ben riuscito.
Per la carriera da regista di Campbell inizia quindi una nuova stagione: non è un caso che l'anno successivo, il 1995, venga scelto proprio lui per dirigere "
Goldeneye", il diciassettesimo film della
saga di James Bond - interpretato per la prima volta da
Pierce Brosnan. La sceneggiatura - di
Jeffrey Caine e
Bruce Feirstein - permette un ottimo ritmo di azione e crea un intreccio avvincente, con un'ottima caratterizzazione dei personaggi.
Martin Campbell è all'altezza delle aspettative e coordina con maestria le riprese, realizzando il suo primo capolavoro: il successo di critica e di pubblico è incredibile e il film incassa 350 milioni di dollari.
Dopo tre anni, nel 1998, per Campbell è la volta de "
La Maschera di Zorro". L'eroe mascherato Don Diego de la Vega, inventato nel 1919 da Johnston McCulley, è ormai invecchiato (e interpretato dal grande
Anthony Hopkins) e, vedendo nell'ex ladro Alejandro (
Antonio Banderas) il suo erede ideale, lo istruisce alla storica lotta contro l'usurpatore Don Rafael Montero. Il film ottiene un buon successo di pubblico, lancia a livello internazionale la carriera di Banderas e di
Catherine Zeta-Jones, e ottiene una nomination all'Oscar e una al
Golden Globe.
Nel 2000 esce il film successivo del nostro regista, intitolato "
Vertical Limit": Il protagonista (
Chris O'Donnell) si trova a dover salvare sua sorella intrappolata sulla cima del K2 insieme a un improvvisato gruppo di scalatori. La trama del film, con la sceneggiatura di
Robert King e
Terry Hayes, non è riuscitissima, ma gli effetti speciali sono ottimi e i paesaggi suggestivi: questi ultimi lo rendono scorrevole e tutto sommato ben riuscito. I guadagni al botteghino raggiungono infatti i 200 milioni di dollari.
Martin Campbell si ferma per qualche anno, ritornando poi nel 2003 con la regia di un episodio della serie televisiva "
10-8: Officers on Duty", e con la regia del film drammatico "
Amore senza Confini" (
"Beyond Borders") con
Angelina Jolie e
Clive Owen.
Nel 2005 Campbell firma la regia del suo secondo film su Zorro, intitolato "
La Leggenda di Zorro" ("
The Legend of Zorro"), ancora con
Antonio Banderas e
Catherine Zeta-Jones. Il film è ben fatto, per quanto l'essenza dell'eroe mascherato sia un po' falsata dalla sua stessa impresa: da difensore dei deboli Don Diego passa a difendere le elezioni statali da chi le minaccia (il conte francese Armand). Zorro, ormai marito e padre, si fa insomma un po' più moralista e questo rende la trama meno appassionante. Il film comunque riceve numerose nomination e il giovanissimo attore (
Adrian Alonso) che interpreta il figlio di Zorro ottiene lo
Young Artist Award.
L'anno dopo, il 2006, Campbell lo dedica alla regia di "
Casino Royale", il suo secondo film su James Bond, con un nuovo attore a interpretare la spia 007, il biondo
Daniel Craig. Il film è in grado di colmare i vuoti sulla storia di James Bond parlando delle sue origini di spia nel momento in cui ottiene la sua famosa
licenza di uccidere: con 13 premi vinti e altre 21 nomination, registra un successo mondiale che consacra Craig a perfetto protagonista della saga, e Campbell a grandissimo regista di action-movie.
Campbell, ormai forte di un più che consolidato successo nell'ambito del cinema commerciale, ha recentemente rifiutato di dirigere il prossimo film su James Bond, ma ne ha altri due in pre-produzione: "
36" (in uscita nel 2008), e "
Unstoppable" (uscita prevista per il 2009).
(
Vera Roveda)