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Eric Clapton

Eric Patrick Clapton - Musicista (108), Attore (1), Produttore (1), Presentatore (1), Compositore Della Musica (15), Critico Musicale (1), Produttore Esecutivo (2), Commentatore (4), Artista (2)

photoQuando il mito che accompagna un artista in realtà lo precede, allora siamo di fronte un personaggio di caratura superiore. Eric Clapton è senza dubbio uno di massimo protagonisti degli ultimi quarant’anni dell’evoluzione del rock e del blues.
63 anni da compiere a marzo 2008, Eric Clapton rimane uno dei maestri indiscussi della chitarra elettrica, un punto di riferimento per la discografica mondiale e per la musica contemporanea.
Una carriera iniziata quarant’anni fa, nei primissimi anni '60 con gli Yardbirds, una delle prime formazioni ad esprimere la prime contaminazioni tra rock progressive e il blues bianco di prima generazione.

E' proprio durante gli anni con gli Yardbirds che Clapton assume il soprannome di "Slowhand". La motivazione è piuttosto singolare: pare infatti che durante gli assoli nei concerti, Clapton rompesse spesso il "mi cantino", la sesta e più sottile corda della chitarra, e che impiegasse molto tempo per sostituirla, il pubblico presente accompagnava l’attesa battendo lentamente le mani. Il manager del gruppo, Giorgio Comelsky, ironizzava spesso su questo e facendo anche riferimento alle pose composte che Clapton manteneva quando suonava, ha lanciato questo soprannome che da quarant'anni lo accompagna in tutto il mondo. Siamo nel '65, Clapton lascia gli Yardbirds, e appena ventenne (è del '45) entra nella band del grande John Mayall e per un anno è la chitarra dominante dei Bluesbreakers.

A fine 66, per Clapton sta per iniziare un periodo importante, quella della consacrazione mondiale. Insieme a Jack Bruce e Peter Ginger Baker fonda i Cream, uno dei primi supergruppi che hanno segnato la storia del rock moderno. Tre grandi virtuosi che hanno fatto scuola in un'unica formazione. Successi planetari come "Sunshine of your love", "White Room", "Spoonful" e la leggendaria "Crossroad". Un trio straordinario dalla grande caratura tecnica, con un’impostazione compositiva che lasciava grande spazio all’improvvisazione e meno agli schemi tanto cari ai discografici. E poi un’immensa attività concertistica che tuttavia finì per stancare i tre musicisti, portando il gruppo allo scioglimento.

La fine dei Cream rappresenta un punto di svolta per la carriera di Eric Clapton, che insieme proprio a Ginger Baker, al giovane amico Steve Winwood, dei Traffic , e a Rick Grech dei Family, fonda i Blind Faith, una formazione molto interessante ma che come i Cream ebbe vita breve, circa un anno.

La carriera di Clapton a questo punto prosegue alternano ritorni e periodi di decadimento, fisico e professionale. Ai successi planetari come "Layla" (’72) e "Cocaine" (’77), seguono blackout improvvisi frutti del carattere di Eric molto sensibile ed introverso. Ad esempio, Clapton soffrì molto la presenza e nel contempo l’amicizia di Jimi Hendrix, tra i due c’era un sentimento di stima reciproca, ma la genialità e la ineguagliabile esuberanza tecnica di Hendrix aveva creato un clima di competizione e frustrazione. Come con Hendrix, Clapton fu molto legato allo staordinario talento di Duane Allman, la fantastica chitarra degli Allman Brothers. Un rapporto molto forte, di grande spessore umano o professionale, basti ascoltare le tracce di "Layla and the other assorted love songs" (72) e godersi i passaggi di mano tra le due chitarre. La morte di Allman, dopo quella di Hendrix, costituì per Clapton un colpo forse troppo pesante e lo condusse lentamente nel tunnel della droga e dell’alcolismo.

Nel 1974 esce "461 Ocean Boulevard", l’album che sancisce l’avvio della carriera solista vera e propria di Eric Clapton. Un album di grande successo, così come lo è il singolo di lancio, "I shot the Sheriff", la reinterpretazione di uno sconosciuto brano di un ragazzo giamaicano di nome Bob Marley.

Nel ’77 esce "Slowhand", un lavoro di chiara impronta commerciale e di grande impatto sul pubblico: è il disco di "Cocaine", di "Wonderful tonight", di "Lay down Sally", di "We’re all the way", di "Next time you see her".
Quello di "Slowhand" non è certo il Clapton dei Cream, non è certo il chitarrista di "Crossroad", nell'album (esclusa forse "Wonderful tonight") non ci sono tracce del suoni di Clapton, quel misto di blues e melodia che non eguali nella storia. In sostanza, "Slowhand" non è disco dalle eccellenze tecniche, non è una pietra miliare del rock o del blues, ma sicuramente è disco di enorme successo di pubblico, numero 325 della Rolling Stone's 500 Greatest Album Of All Time .

Gli anni ’70 per Eric Clapton rappresentano in definitiva un periodo di forti contrasti, dai successi discografici al crollo fisico e mentale dovuto all’alcool e alle droghe. Un periodo di grandi stravolgimenti e feroci polemiche, come quella nata in seno ad alcune espressioni razziste pronunciate da Clapton, evidentemente sotto effetto di stupefacenti, in una famigerata esibizione nell’agosto ’76 a Birgimingham.

Gli anni ’80, per Clapton, rappresentano una conferma di quanto visto e sentito negli anni ’70 ma dall’altra conservano il gusto per una caratteristica molto evidente, se si esamina la discografia di Clapton: la costante attività di collaborazione con artisti illustri. Indubbiamente il panorama britannico offre spunti notevoli, e nell’84 è la volta di Roger Waters con il suo album solista "The Pros and Cons of Hitch Hiking" e poi a partire dell’80 una serie di dischi con la partecipazione di Phil Collins, "Behind the sun" e "August". Quest’ultimo lavoro è stato un enorme successo per Clapton e per il produttore, Phil Collins appunto: la hit "It's in the Way You Use It" è anche parte della soundtrack del film "Il colore dei soldi" con Paul Newman e Tom Cruise, e poi un insieme di grandissimi successi come "Miss you", "Run" e "Tearing us apart", cantato insieme a Tina Turner. Questa caratteristica alle collaborazione è suggellata nel 1989 con l’album "Journeyman", per il quale collaborano con Phil Collins, George Harrison, Daryl Hall, Chaka Khan, David Sanborn, Mick Jones, Robert Cray. Il suono di Clapton è in quel periodo sempre più “blueseggiante”, con tracce tendenti al jazz, al soul ma anche (come sempre) al pop. Un lavoro mirabile, che rappresenta una ulteriore conferma della qualità del lavoro di Clapton e che segna la rinascita professionale del grande chitarrista.

Proprio quando la rinascita artistica sembra compiuta ecco però che giungono nuovi, difficili momenti a funestare la vita privata del grande chitarrista. Prima, nel 1990 in un incidente aereo muore Stevie Ray Vaughan, grande amico di Clapton e inimitabile guitar hero, tra i migliori di tutti i tempi; ma la parentesi nera si completa ancor più drammaticamente nel 1991 quando dal 53esimo piano di un grattacielo di New York precipita il piccolo Conor, il figlio di 4 anni che Clapton aveva avuto nella relazione con l’attrice italiana Lory Del Santo. Una morte che sconvolge l’artista e lo spinge a scrivere "Tears in Heaven", capolavoro assoluto di musica e dolore.

Gli anni ’90 di Clapton sono inevitabilmente segnati da questi episodi, che ispirano in lui una nuova vitalità artistica, esemplificata dalla vitalità e dal gusto esecutivo mostrato durante l’Mtv Unplugged. È il 1992, la famosa trasmissione televisiva di MTV impone l’utilizzo esclusivo di chitarre acustiche per proporre il proprio repertorio: gli arrangiamenti in chiave acustica proposti da Clapton confezionano un capolavoro assoluto, forse il disco dalla più evidenti sonorità blues nell’intera discografia di Clapton, un suono, questo, che per anni Clapton ha inseguito e perseguito.
Da una "Layla" completamente stravolta ma ugualmente bella a "Before you accuse me", da "Nobody Knows You When You're Down and Out" a "Walkin' Blues", da "San Francisco Bay Blues" fino a "Lonely Stranger". È forse l’ultimo grande lavoro di Clapton, escluso "Pilgrim", un bel lavoro del 1998 con la hit "My father's eyes" e alcuni brani interessanti come "Rivers of Tears" e "Sick and Tired".

La carriera di Clapton nel nuovo millennio si è arricchita di collaborazioni piuttosto che nuovi lavori, una serie di incontri illustri da B.B. King a Sheryl Crow (per diverso tempo amore del chitarrista), da Roger Taylor a Roger Waters, da Paul McCartney a Ringo Starr, da Tom Petty a Jeff Lynne.

Una carriera straordinaria, costella di successi impareggiabili nati all’interno di burrascose vicende umane. Un carriera nel nome della grande musica, Clapton è un punto di riferimento del rock, un pioniere del blues bianco, un monumento della chitarra elettrica. In poche parole un mito, un mito che spesso precede il personaggio e lo rende unico.

(Luca Primoli)

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Soprannomi

  • Slow Hand

Alias

  • X-Sample
  • Clapton
  • E. Clapton
  • E.P. Clapton

Strumenti suonati

  • Voce
  • Chitarra
  • Chitarra Solista
  • Voce Solista
  • Cori
  • Chitarra Elettrica